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Quando io ero piccolo nasce su facebook grazie ad una felice intuizione di Alberto Giarrizzo, condividere con altri i ricordi dell’infanzia...

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Annie Leonard torna sull’argomento dell’impatto delle aziende sull’ambiente. Questa volta ci spiega quali sono i rischi dell’ultima trovata delle multinazionali per continuare ad inquinare facendo credere il contrario.

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Roma il 11-04-2008 | da redazione | Letta 1990 volte
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La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto del ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli che dà il via libera alla digitalizzazione di massa delle opere librarie. Le nuove tecnologie finalmente utilizzate per una vera diffusione della cultura, e questa volta per l'Italia si tratta di un primato positivo: siamo il primo paese al mondo a lanciare una simile iniziativa. Il provvedimento è stato pensato per rispondere alle esigenze dei disabili visivi: all’edizione dei libri su carta infatti si accompagneranno file digitali, leggibili poi con sistemi informatici di sintesi vocale, fruibili da chi ha seri problemi di vista e di lettura. Ma è chiaro che le conseguenze di questa operazione avranno ricadute ben più ampie sull’accesso alla cultura di tutta la popolazione.

 

Punto Informatico la definisce “una evoluzione editoriale attesa da lunghissimo tempo”. In una intervista del direttore Paolo De Andreis a Paolo Pietrosanti, radicale ispiratore del decreto, si spiega che "non solo parliamo di opere inedite, di opere nuove. Non parliamo di classici o di libri scelti a caso, parliamo dei duemila nuovi volumi di autori italiani ogni anno, quelli che finiscono nel circuito delle grandi librerie", ai quali per decreto si aggiungono 500 titoli stranieri.

 

De Andreis chiede quanto tempo ci vorrà prima che tutto questo si concretizzi nelle prime uscite in digitale: "Pochi mesi - dice Pietrosanti a Punto Informatico - anche perché c'è terreno fertile. In questi mesi negli ambienti editoriali, con incontri e seminari di lavoro organizzati dall'AIE (l'associazione degli editori, ndr), molto è stato già discusso. Molto si deve al ministro Rutelli, che ha voluto dare un'accelerazione portando l'Italia ad essere il primo paese su questo fronte". "Rutelli - conclude Pietrosanti - è stato il primo ministro dei Beni culturali ad aver dato vita ad una commissione cultura accessibile che ha portato a linee guida davvero notevoli per l'accessibilità del patrimonio culturale e artistico italiano ai disabili. In questa attenzione costruttiva rispetto alla disabilità ecco che anche la accessibilità ai libri è ovviamente entrata, e visto che è tema caldo, molto caldo, oggi ha più visibilità".

(buonaidea.it)

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